Questo post, probabilmente, sarà l'ultimo che presenterò. Siamo giunti al termine di questo percorso, di questo viaggio verso l'analisi più variegata del colore grigio tè verde. Spero che in tutto questo tempo sia stata il più esaustiva possibile. E come ogni sintesi che si rispetti, vorrei ripercorrere in breve tutti i vari passi fatti. All'inizio mi sono ritrovata spaesata, buttata in un mondo( quello del blog) che non conoscevo a pieno, per tale motivo ho pensato di presentarmi ma, soprattutto, di presentare il colore grigio tè verde anche sotto il punto di vista della psicologia( STEP 01). In seguito l'analisi è proseguita con la consapevolezza che, nonostante il colore sia un fenomeno astratto, esso è presente ovunque e in ogni nazionalità, per questo è stato possibile tradurlo in moltissime lingue, sia occidentali che orientali( STEP 02). Nonostante non abbia riscontrato il colore assegnatomi in tutti gli argomenti presentati, ho cercato di fare del mio meglio integrando altri colori dalle sembianze simili, ad esempio a livello chimico (STEP 14 ) e scientifico (STEP 06). Cosa differente, invece, è stata la ricerca dei suoi codici colore, molto numerosi( STEP 03). All'inizio non mi era chiara l'utilità del tema, ma andando avanti mi sono resa conto di come, quasi in maniera impercettibile, questa analisi mi abbia arricchito culturalmente, rendendomi maggiormente cosciente di ciò che fa parte della nostra vita quotidiana e su cui non siamo soliti porci domande riguardo la loro origine, basti pensare al significato di alcune leggende, miti presenti nelle varie culture( STEP 04) e nei detti e credenze popolari (STEP 08). Insieme a me vi ho portati nell'ambito musicale e nei suoi diversi stili( STEP 05); così come nel cinema, inteso come colore utilizzato nelle tonalità di frame delle immagini e nelle locandine pubblicitarie( STEP 07). Uno dei post che, devo ammettere, più mi ha divertito è stato quello dell'abbecedario( STEP 09), proprio perché mi sono sbizzarrita nel ricercare dei termini che iniziassero con le varie lettere dell'alfabeto e che fossero legati al mio colore... diciamo che è stato un tuffo nella lingua italiana. Il secondo più interessante è stato quello dell'anatomia del colore, dove ho pensato di narrare una vera e propria storia, quasi si trattasse di una favola, per far conoscere in maniera ancora più approfondita ciò di cui si parla nel mio blog ( STEP 19). Un'altra scoperta che si è rivelata utile per la vita di tutti i giorni è stata quella riguardante l'ambito culinario con delle ricette con il tè verde giapponese(STEP 12).
Altre ricerche si sono svolte anche andando a ritroso nel tempo, ricercando brevetti (STEP 17 )sia coniugando popoli passati con quelli odierni( STEP 23), sia venendo a conoscenza di una vera e propria federazione dell'uniforme Grigioverde nella prima guerra mondiale, di cui ho riportato un documento storico( STEP 11) e dei protagonisti che ne hanno preso parte ( STEP 21). E, sempre del medesimo periodo, sono venuta a conoscenza della bevanda più in voga, il cui nome e colore dell'etichetta riporta al colore grigio tè verde( STEP 10). A proposito di bevande, come non citare i manifesti pubblicitari dell'ottocento/ novecento riguardanti l'assenzio( STEP 15), noto tra i più grandi artisti maledetti, che, molto spesso, hanno ritratto la "fata verde" come protagonista delle loro opere ( STEP 18). Sempre nell'ambito artistico è stato ritrovato il colore anche nella moda ( STEP 20) e all'interno di un genere d'arte più contemporaneo, ovvero il fumetto( STEP 13) che fa del colore uno degli elementi fondamentali, così come anche il design(STEP 16) e l'architettura (STEP 22). Per terminare questa avventura, come penultimo post, il lavoro fatto ha previsto un'analisi del colore con una tecnica creativa quale il Brainstorming( STEP 24) .
Oh quante cose ignoriamo decidendo di rimanere rinchiusi solo in ciò che sappiamo...
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martedì 17 gennaio 2017
STEP 25: SINTESI FINALE
sabato 3 dicembre 2016
STEP11: DOCUMENTO
Come è possibile osservare in alcuni post precedenti ho spesso nominato personaggi celebri e situazioni storiche che rimandano direttamente ad un fatto accaduto prima dell'inizio della Prima Guerra Mondiale in Italia nell'esercito italiano. Ebbene, approfitto di questo post per approfondire l'argomento. Nel giugno del 1908 uscì un articolo, esattamente il n.25, nella "Domenica del Corriere"che esordiva con questa frase: "In seguito al felice esperimento fatto testé a Roma dal 47° Fanteria parte dei cui uomini vestono già la nuova uniforme, questa verrà presto adottata da tutto l'esercito nazionale. È di colore grigio-verdognolo, che rende il soldato quasi invisibile a qualche centinaio di metri".
A completare l'articolo vi erano le tavole illustrate dell'ormai famoso Achille Beltrame:
Forti di questo risultato, un anno dopo, quaranta alpini del 5° Reggimento indossarono l'uniforme grigioverde disegnata da Brioschi(presidente della sezione di Milano del Club Alpino Italiano) e da Etna(tenente colonnello, comandante il battaglione Morbegno del 5° Reggimento Alpini). Nacque, così, quello che venne ribattezzato il "plotone grigio". Le manovre che il "plotone grigio" effettuò con il resto del reggimento dimostrarono l'efficacia della nuova uniforme. Era nato il grigio-verde, la nuova uniforme del Regio Esercito Italiano. Nel 1908 essa venne adottata per la fanteria di linea, i bersaglieri, gli alpini e l'artiglieria. Nel 1909 venne estesa a tutti gli altri corpi eccetto i carabinieri. Per gli Ufficiali la divisa era in tessuto "cordonato grigio-verde" uguale per tutti i corpi. Finita la prima guerra mondiale il grigioverde, che inizialmente era stato osteggiato da molta parte dell'Ufficialità in quanto sembrava distruggere tante precedenti tradizioni delle uniformi, divenne ormai del tutto assimilato. L'uniforme grigioverde si identificò con la vittoria della Grande Guerra.
A completare l'articolo vi erano le tavole illustrate dell'ormai famoso Achille Beltrame:
L'talia, nonostante avesse vantato sempre le più belle uniformi, cono colori sgargianti, le sostituisce, un un certo punto della storia, con l'abbinamento di colori monotoni e prosaici definendo l'uniforme "grigio-verde". Inizialmente i colori e gli accessori nelle divise erano necessari al fine di riconoscere un reggimento, una batteria e un'unità, ma soprattutto il nemico. Ma, a causa dell'arrivo delle armi da fuoco sempre più precise, i combattimenti avvenivano a distanze sempre maggiori, per cui non era necessario un riconoscimento, anzi l'esigenza era quella di mimetizzarsi per non essere colpiti.Si effettuarono diversi esperimenti con il colore blu e quello grigio-verde, e si giunse al risultato che a 600 metri su 24 sagome grigie ne furono colpite tre, mentre quelle blu furono colpite 24 su 24.
Forti di questo risultato, un anno dopo, quaranta alpini del 5° Reggimento indossarono l'uniforme grigioverde disegnata da Brioschi(presidente della sezione di Milano del Club Alpino Italiano) e da Etna(tenente colonnello, comandante il battaglione Morbegno del 5° Reggimento Alpini). Nacque, così, quello che venne ribattezzato il "plotone grigio". Le manovre che il "plotone grigio" effettuò con il resto del reggimento dimostrarono l'efficacia della nuova uniforme. Era nato il grigio-verde, la nuova uniforme del Regio Esercito Italiano. Nel 1908 essa venne adottata per la fanteria di linea, i bersaglieri, gli alpini e l'artiglieria. Nel 1909 venne estesa a tutti gli altri corpi eccetto i carabinieri. Per gli Ufficiali la divisa era in tessuto "cordonato grigio-verde" uguale per tutti i corpi. Finita la prima guerra mondiale il grigioverde, che inizialmente era stato osteggiato da molta parte dell'Ufficialità in quanto sembrava distruggere tante precedenti tradizioni delle uniformi, divenne ormai del tutto assimilato. L'uniforme grigioverde si identificò con la vittoria della Grande Guerra.
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