domenica 4 dicembre 2016

STEP12: RICETTA CON IL TÈ MATCHA


Come si può notare, il nome del colore,ossia grigio tè verde,presenta all'interno un componente utilizzabile nell'ambito culinario, ovvero il tè verde. A proposito di ciò, vorrei affrontare in questo post tale argomento,dato che pochi sono a conoscenza del fatto che il tè non è solamente ingeribile attraverso l'infusone in acqua, ma si possono creare dei veri e propri piatti differenti pronti per essere serviti ad amici, parenti ma anche nelle strutture specializzate. Per tale motivo proporrò una delle ricette che più mi ha incuriosito e allettato.

BISCOTTI AL TÈ MATCHA  _per 45 biscotti

INGREDIENTI
L’ingrediente principale della ricetta di oggi è il tè Matcha, un tè verde giapponese in polvere che si ottiene dalle foglie e dai germogli essiccati del tè.
  • 4 cucchiaini di tè verde Matcha
  • 2 albumi d'uovo
  • 200g di mandorle in polvere
  • 1 baccello di vaniglia
  • 200g di zucchero a velo
  • pinoli per ricoprire i biscotti: quanto basta
PREPARAZIONE


La prima cosa da fare per preparare i biscotti è montare a neve ferma gli albumi con metà dello zucchero. Poi tritare finemente le mandorle, precedentemente tostate in un mixer (1), in seguito metterle in una ciotola e unirle al restante zucchero. Aggiungere, poi, i semi di una bacca di vaniglia e il tè Matcha (2). Mischiare (3) e aggiungere gli albumi montati a neve (4).






Mescolare con una spatola fino ad amalgamare tutti gli ingredienti (5). Prendere,                      poi, dell' impasto con un cucchiaio (circa 10 gr) e con i palmi delle mani inumidite            realizzare delle palline (6).




Fare rotolare le palline così ottenute in un contenitore dove sono stati messi i pinoli(7,8).   Disporre i biscotti su una teglia rivestita con della carta da forno (9) e lasciare                    cuocere i biscotti al tè Matcha in forno caldo per 15 minuti circa a 170 gradi.

sabato 3 dicembre 2016

STEP11: DOCUMENTO

Come è possibile osservare in alcuni post precedenti ho spesso nominato personaggi celebri e situazioni storiche che rimandano direttamente ad un fatto accaduto prima dell'inizio della Prima Guerra Mondiale in Italia nell'esercito italiano. Ebbene, approfitto di questo post per approfondire l'argomento. Nel giugno del 1908 uscì un articolo, esattamente il n.25, nella "Domenica del Corriere"che esordiva con questa frase:  "In seguito al felice esperimento fatto testé a Roma dal 47° Fanteria parte dei cui uomini vestono già la nuova uniforme, questa verrà presto adottata da tutto l'esercito nazionale. È di colore grigio-verdognolo, che rende il soldato quasi invisibile a qualche centinaio di metri".
A completare l'articolo vi erano le tavole illustrate dell'ormai famoso Achille Beltrame:
L'talia, nonostante avesse vantato sempre le più belle uniformi, cono colori sgargianti, le sostituisce, un un certo punto della storia, con l'abbinamento di colori monotoni e prosaici definendo l'uniforme "grigio-verde". Inizialmente i colori e gli accessori nelle divise erano necessari al fine di riconoscere un reggimento, una batteria e un'unità, ma soprattutto il nemico. Ma, a causa dell'arrivo delle armi da fuoco sempre più precise, i combattimenti avvenivano a distanze sempre maggiori, per cui non era necessario un riconoscimento, anzi l'esigenza era quella di mimetizzarsi per non essere colpiti.Si effettuarono diversi esperimenti con il colore blu e quello grigio-verde, e si giunse al risultato che a 600 metri su 24 sagome grigie ne furono colpite tre, mentre quelle blu furono colpite 24 su 24.
Forti di questo risultato, un anno dopo, quaranta alpini del 5° Reggimento indossarono l'uniforme grigioverde disegnata da Brioschi(presidente della sezione di Milano del Club Alpino Italiano) e da Etna(tenente colonnello, comandante il battaglione Morbegno del 5° Reggimento Alpini). Nacque, così, quello che venne ribattezzato il "plotone grigio". Le manovre che il "plotone grigio" effettuò con il resto del reggimento dimostrarono l'efficacia della nuova uniforme. Era nato il grigio-verde, la nuova uniforme del Regio Esercito Italiano. Nel 1908 essa venne adottata per la fanteria di linea, i bersaglieri, gli alpini e l'artiglieria. Nel 1909 venne estesa a tutti gli altri corpi eccetto i carabinieri. Per gli Ufficiali la divisa era in tessuto "cordonato grigio-verde" uguale per tutti i corpi. Finita la prima guerra mondiale il grigioverde, che inizialmente era stato osteggiato da molta parte dell'Ufficialità in quanto sembrava distruggere tante precedenti tradizioni delle uniformi, divenne ormai del tutto assimilato. L'uniforme grigioverde si identificò con la vittoria della Grande Guerra.

mercoledì 30 novembre 2016

STEP 10: EMBLEMA

Il grigio miscelato al verde non è solo riconosciuto nell'ambito del cromatismo, infatti è interessante quanta importanza storica abbiano questi termini associati. Uno di questi è la famosa bevanda GrigioVerde

Si tratta di un liquore ma anche di un cocktail tipico del nord Italia a base di grappa(che permette di introdurre una nota grigia nella bevanda), menta( che rende la soluzione tendente al verde) e, a volte, viene diluito con acqua(sia allo stato liquido che ghiacciato). Il cocktail venne denominato così a causa dell'associazione con il colore grigio verde delle divise militari della prima guerra mondiale. Secondo la tradizione veniva consumato al mattino prima di dirigersi al lavoro da agricoltori, muratori e netturbini. In Veneto, in particolare, veniva consumata alla "bottega", ovvero il bar dei poveri che offriva ristoro dal freddo. Venne poi anche prodotto industrialmente. Il colore, oltre ad essere ripreso nel nome grazie alle componenti di cui è costituito e oltre all'associazione storica, riecheggia anche nella aromaticità dell'etichetta



domenica 27 novembre 2016

STEP 09: ABBECEDARIO

In questo post , a differenza degli altri, non effettuerò un'analisi nelle varie discipline del colore, bensì cercherò di esaminare la lingua italiana in tutte le sue sfaccettature andando a ricreare un abbecedario contenterete una parola, che passa da un aggettivo, sino ad arrivare a nomi (magari di piante o animali) che presentano un collegamento con il colore grigio tè verde.

A= Absinthe







B= Bulbasaur






C= cadaba









D= D'annunzio "quei pezzi di g. che restavano nelle ferite"(Cit.)












E= energia verde







F= fagiolini






G= garcinia








H=  Helichrysum







I= Infuso










L= "Lanterna verde"












M= muffa









N= Nenufaro










O= Ophiopogon








P= parrocchetto dal collare







Q= quadrifoglio










R= ramarro









S= Slataper









T= tè








U= "Uniforme grigio verde"












V= Viotti












Z= zuppa












sabato 26 novembre 2016

STEP 08: FRASI CELEBRI E CREDENZE POPOLARI

Precedentemente ho trattato un posto riguardante la Scienza, ovvero un sistema di conoscenza ottenute attraverso una fase di processi metodici che portano ad una verifica empirica. Questa permette di di giungere ad una descrizione di un fenomeno oggettiva, presentante delle vere e proprie leggi che li regolano. Ma prima di tutte queste rivoluzioni scientifiche vigevano le credenze e i detti popolari, descrizioni irrazionali che influivano sul pensiero delle persone che la adottavano come vera legge regolatrice dei fenomeni. Sostanzialmente si trattava della presenza di una relazione causale. Nonostante siano passati secoli, molte di quelle credenze vivono ancora intorno a noi. Presenterò alcune credenze, superstizioni, ma anche alcuni detti entrati a far parte del nostro linguaggio colloquiale, che riguardano il colore verde e grigio, ma anche il tè.

FRASI CELEBRI E DETTI POPOLARI:

-Un bagno rinfresca il corpo, una tazza di tè lo spirito. (Proverbio Giapponese)

-“Il primo infuso è per il gusto. Il secondo infuso è per il piacere. Il terzo infuso è per l’occhio. Il quarto infuso è per il rilassamento” (saggezza popolare cinese)

-C'è chi ha bisogno del blu, chi del grigio, chi dei colori accesi e chi del loro stingersi; a qualcuno fa bene fissare per ore un intenso riverbero, un altro deve stare più attento, anche il mare che luccica e
trema nel meriggio a qualcuno mette in cuore malinconia, o forse una felicità così intensa che sembra malinconia e dunque va dosata con attenzione. (Claudio Magris, Microcosmi, 1997)
-vedere i sorci verdi


-avere il pollice verde;

-numero e spazio verde;

-verde speranza;

-verdoni (dollari, in inglese, greenbacks);

-l’erba del vicino è sempre più verde;

-se l’alba verde a te apparirà da questo lato il vento arriverà.

-Ogni tazza di tè rappresenta un viaggio immaginario. (Catherine Douzel)

-Ruba tutti i colori del mondo e dipingi la tela della tua vita eliminando il grigio delle paure e delle ansie.Abbandona i tuoi vecchi abiti mentali e vestiti di allegria. (Omar Walworth)

CREDENZE POPOLARI:

-Una delle superstizioni marinare note e diffuse tra i marinai di tutto il mondo: Il colore verde a bordo. Si dice infatti che indossare indumenti verdi o portare oggetti di questo colore in barca porti assolutamente sfortuna. Le ipotesi più accreditate sono due. 
Secondo la prima teoria il verde porta sfortuna in barca poiché un tempo gli ufficiali di Marina che morivano, venivano bendati e portati a casa solo dopo molto tempo, quindi ammuffiti, cioè ricoperti di muffa verde. Per l’altra versione invece, questo era il colore della muffa o dell’ossido che si poteva formare sul legno o sul metallo delle navi, materiali con cui venivano costruite tutte le parti, scafo e albero incluso. Inutile spiegare quanto potesse essere rischioso scoprirne delle tracce in navigazione, magari ben lontani dalla costa.


-Lo smeraldo deve il significato del suo nome dal termine greco “smaragdos”, pietra verde. Anche il questo caso è il colore che lega la pietra al suo significato. Fin dai tempi più remoti, a iniziare dall’Antico Egitto, era ritenuta la pietra della saggezza e della conoscenza segreta, in grado di rivelare il futuro e di proteggere da incantesimi e sortilegi. Anche per questo si credeva che fosse in grado di migliorare la vista: si narra che Nerone guardasse i giochi all’interno del Colosseo tramite una lente verde di smeraldo e secondo Plinio, era sufficiente fissare uno smeraldo perché gli occhi affaticati fossero freschi e riposati. Gli smeraldi erano molto apprezzati anche dagli Egizi per cui il colore verde era simbolo della rinascita, della primavera; anche in India circolavano credenze sull’uso dello smeraldo. Qui si credeva che indossare un anello con smeraldo sul dito medio aiutasse a sviluppare la memoria e l’eloquenza. Anche in Occidente era ritenuto un amuleto molto potente e si diceva che aiutasse le partorienti.


-VERDE: Il verde è il colore più adatto nei rituali di guarigione, o denaro, in quanto nasce dall'unione del giallo (colore della materia) con il blu (colore di attrazione). Può, dunque, essere usato per attrarre benefici fisici e materiali. Verde e marrone sono anche i colori della terra e della natura, che sono appunto le principali creazioni materiali delle origini. È quindi anche un ottimo colore per ottenere serenità e stabilità interiore.

-GRIGIO: È un colore decisamente pericoloso. Sta fra il bianco e il nero, colori che rappresentano la materia (il visibile) e l'antimateria (l'invisibile). In quanto tale è dunque il colore che sta in bilico fra vita e morte, fra luce e buio, fra visibile e invisibile. Esso si può dunque definire il colore dell'anarchia, in quanto vive in quelle fasi prive di leggi precise. Si dice infatti che giorno e notte, luce e ombra, vita e morte, abbiano sempre dei guardiani che si alternano per regolare le leggi di quel mondo a cui appartengono, (ad esempio mondo della notte, mondo del giorno, della luce o del buio). Il grigio rappresenta dunque l'unica piccola fase in cui i guardiani e le leggi sono assenti e quindi è il momento in cui non esistono protezioni o difese. Il grigio è dunque il colore della malattia, dello sconvolgimento, del caos, dell'anarchia. Con il grigio si può far ammalare qualcuno o indurlo a follia, o addirittura farlo cadere in un forte stato di depressione e apatia. È il colore tipico dell'aura di chi sta fra la vita e la morte, delle larve astrali e spiriti inquieti (che stanno appunto fra il mondo terreno e quello spirituale).




giovedì 17 novembre 2016

STEP 07: GRIGIO TÈ VERDE NELLE ANIMAZIONI


I colori assumono un'importanza straordinaria, assumendo ruoli impliciti, ovvero sono in grado di influenzarci senza rendercene conto. Uno degli esempi emblematici è quello all'interno del cinema, non solo riguardo agli elementi cromatici nelle locandine pubblicitarie del film, ma anche a livello di tonalità nei frame della pellicola. Queste tendenze di  colore sono in grado, insieme all'addizione dei suoni, di creare atmosfera e generare stati d'animo nell'audience, così da coinvolgerla nella realtà fittizia e generare sentimenti pari a quelle dei personaggi(posso generare suspence, felicità, terrore, e così via). Il grigio tè verde non è volutamente utilizzato, ma sono presenti colorazioni molto simili.
È possibile ritrovarlo ne:


TITANIC
18 novembre 1997, James Cameron









BLACK HAWK DOWN
2001, Ridley Scott










MATRIX
1999, Lana Wachowski, Andy Wachowski

Utilizza una combinazione di colori verdi
per simboleggiare la natura computerizzata
del film






INCEPTION
24 settembre 2010, Christopher Nolan















THE ROYAL TENEBAUMS
2001, Wes Anderson












LOST(episodio 10)
2004-2010, J. J. Abrams, Damon Lindelof, Carlton Cuse, Jeffrey Lieber















LANTERNA VERDE
2012, Sam Liu, Rick Morales





Una delle curiosità riguarda i film riguardanti i cyborg oppure ambientati in un futuro tecnologico, che utilizzano i colori grigio e verde per rendere più realistico il film.

giovedì 10 novembre 2016

STEP 06: IL COLORE E LA SCIENZA

All'interno di questo post tenterò di dare un quadro generale della natura del colore per chiarire la composizione scientifica del il colore grigio tè verde, che, come già spiegato nei precedenti post, è la combinazione del grigio e il tè verde(particolare tipo di verde chiaro).
Per secoli, gli artisti e filosofi hanno teorizzato che il colore è tridimensionale. Neuroscienziati contemporanei hanno confermato questa teoria, scoprendo che la nostra sensazione di colore deriva dalle cellule nervose che inviano messaggi al cervello.
Sostanzialmente il colore è una percezione dovuta a degli stimoli radioattivi elettromagnetici che, giungendo ai nostri fotorecettori della retina, vengono mandati ed elaborati dal cervello. Ma non tutte le radiazioni vengono elaborate, poiché il nostro cervello è in grado di percepire solo alcune lunghezze d'onda che rientrano all'interno del cosiddetto spettro visibile. Il processo da parte dell'occhio e sistema nervoso avviene in tre step: si parte dall'assorbimento, si passa alla trasduzione, elaborazione e comprensione, ed infine si crea un'interpretazione e percezione del colore,cultorweb.
Il colore presenta tre dimensioni: Saturazione, TonalitàLuminosità.
Un importante strumento nella combinazione dei colori è la Ruota dei colori , progettato da Sir Isaac Newton nel 1666. Vi sono state diverse rivisitazioni di questo strumento in modo tale da svilupparlo. Il cerchio dei colori che interessa il colore grigio tè verde è quello inerente ai colori terziari, ovvero colori costituiti dalla combinazione dei colori primari e colori secondari. Infatti , a livello pratico, il grigio verde si ottiene mescolando il blu ciano e il giallo, a cui vengono ancora addizionati il bianco e il magenta.

È importante anche parlare del colore anche in Psicologia, ovvero una disciplina  facente parte delle Scienze Umane, che mai come in tempi recenti, ha mostrato la sua utilità per mostrare gli effetti dl colore sulla psiche umana. Già nota è la famosa Cromoterapia e anche l'influenza, in veste di fattore esterno, del colore sullo stato d'animo e nel processo decisionale dell'uomo. Tra tutti i colori troviamo il Verde, un colore intermedio nello spettro tra il rosso e il blu, Simbolo del denaro ma anche di madre natura, genera un senso di freschezza, riflessività,calma e positività, specie se è tenue. Mentre il Grigio è una tonalità neutra, tra il bianco e il nero, stimola la produttività e la creatività professionale, ma allo stesso tempo può generare una sorta di apatia e monotonia, che può creare passività.